Sabato 26 Settembre 2020

Ipnosi regressiva alle vite precedenti - Roma - La dottrina delle vite successive o della reincarnazione è chiamata anche dottrina della palingenesi, espressione derivata dal greco che significa semplicemente nascere di nuovo. Questa ipotesi è stata formulata originariamente in India già 2000 anni a.C.

La reincarnazione (palingenesi) differisce dalla metempsicosi inquanto questa afferma un processo della catena delle esistenze limitato al solo mondo umano e regolato dalla legge del premio e della punizione, ricompense e castigo.

Dall’India la dottrina della palingenesi si diffuse nelle aree occidentali e Pitagora fu il primo ad introdurre in Grecia la dottrina della rinascita dell’anima e anche Platone adottò l’idea della reincarnazione sostenendo che la morte segue la vita e questa dunque succede alla morte poiché se gli esseri che noi vediamo morire non dovessero mai più tornare alla vita, tutto finirebbe con l’assorbimento nella morte. Questi cicli di rinascite e di morte conducono a uno sviluppo di continui apprendimenti la cui reminescenza è fondamentale per le esistenze in evoluzione: reminescenze delle vite precedenti che conducono, ovviamente, alla certezza della vita futura.

Durante il corso dei secoli la credenza nella reincarnazione ha continuato a radicarsi nella mente degli uomini e anche nel pensiero di molti ricercatori qualificati i quali hanno dato sia pareri diretti a smentire questa teoria sia opinioni di convalida della stessa.

Tra tutte le varie teorie ve ne sono un paio di particolare interesse e delle quali s’intende dare solo un cenno. La prima teoria è quella “del vivere all’infinito”: questa teoria sostiene che vivremmo all’infinito nella vita stessa, l’eterno ritorno nell’uguale. La vita di qualsiasi essere vivente si ripeterebbe all’infinito nel senso che, dopo la morte fisica, la nostra coscienza ritornerebbe al punto d’inizio sempre nel medesimo corpo; quindi, rinasceremmo sempre noi stessi, nel tempo che noi conosciamo (nello stesso anno), ricominceremmo a vivere di nuovo la stessa, identica vita; saremmo di nuovo noi stessi nello stesso corpo, ma rivivremmo esattamente ogni singolo istante della nostra vita, ogni azione, ogni emozione bella o brutta che sia.

La seconda teoria, molto più complessa da descrivere ma che in una frase sintetica ed efficace definiamo come la “teoria simmetrica” secondo la quale il presente è determinato non solo dal passato ma anche dal futuro, sia da influenze mentali sia da influenze fisiche.

La prima teoria fa perdere completamente il senso della regressione alle vite precedenti poiché presente, passato e futuro si troverebbero in un’unica dimensione che si ripete perpetuamente.

La seconda teoria fa perdere, come la prima, il senso della regressione: infatti, i vari momenti che si snodano nel tempo sarebbero una combinazione del passato e del futuro smontando di fatto le eventuali esperienze regressive vissute dai sensitivi; effettivamente dette esperienze, per esistere, risulterebbero prive dell’altra metà che li genera, il futuro.

A fronte di queste due teorie, comunque, le mode socio culturali vogliono la loro parte e, oggi, hanno maggiore risonanza le teorie che vedono, addirittura, nei traumi delle vite precedenti le cause dei disturbi mentali vissuti nell’attualità e che dette patologie possono essere risolte attraverso forme di regressione alla vita precedente, atte alla rivisitazione del trauma antico, sepolto in epoche antecedenti. Inoltre, questo improprio intervento di regressione terapeutica sarebbe possibile grazie unicamente all’utilizzo dell’ipnosi che porterebbe il paziente a viaggiare nel tempo fino a giungere a una trascorsa esistenza in cui sarebbe annidata la causa del proprio attuale malessere psicologico. Intervento curativo del quale ogni aspetto è comunque ascientifico quanto impossibile nell’efficacia terapeutica e nelle prove della veridicità dei vissuti; detta modalità di cura, legata all’ipnosi, già conosciuta sin dagli inizi del secolo, si rifà, comunque, al modello psicoanalitico in cui il soggetto regredisce dinnanzi all’autorità genitoriale, dove, quest’ultima, viene vissuta nel rapporto con l’ipnotista.

Per quanto concerne l’ipnosi, o l’ipnotismo in genere, essa viene spesso ed erroneamente associata a fenomeni insoliti o paranormali, come alla regressione a vite precedenti. Per avere le idee precise sull’ipnosi dobbiamo approfondire alcuni argomenti che pur non entrando a far parte della psicologia scientifica e sperimentale, avendo un retaggio antico, coinvolgono la psicologia dell’ipnosi come strumento scientificamente provato nell’intervento di terapie psicologiche e che nulla hanno a che fare con le teorie parapsicologiche. Infatti, in quest’ultime le materie di studio sono controverse, possono sovrapporsi alla psicologia se studiate in modo non adeguato e possono coinvolgere la materia dell’ipnosi secondo un'obsoleta eredità che vede fenomeni occulti e simili come manifestazione dell’ipnosi. Per restare nel tema dell’ipnosi regressiva alle vite precedenti o progressiva alle vite future, prendiamo in esame questi fenomeni che anticamete erano considerati, ripetiamo erroneamente, come derivati o legati all’ipnosi, ovvero senza di essa non si creavano tali fenomeni paranormali.

Inoltre, precisiamo che ciò che il sensitivo avverte durante l’esperienza “regressiva” avviene nel presente e che dobbiamo necessariamente parlare di cognizione di fatti appartenenti al passato o al futuro attraverso l’apertura di una “finestra” (a creazione spontanea o determinata da vari strumenti anche rituali) che ne consente la visione nel presente. Ed eccoci alla “regressione alle vite precedenti e anche la progressione nel futuro”, ovvero, la retrocognizione e la precognizione.

Con il termine retrocognizione s’intende la chiaroveggenza del passato; della stessa natura è la precognizione che è la chiaroveggenza del futuro. Retrocognizione e precognizione costituiscono due fondamentali aspetti della chiaroveggenza nel tempo.

La chiaroveggenza nel tempo si presenta, però, anche attraverso altri canali extrasensoriali che possono ingenerare confusione. Infatti, la telepatia è un altro fenomeno che consente al soggetto sensitivo di poter accedere a informazioni riservate che orbitano nell’ambiente in cui opera il sensitivo stesso il quale potrebbe leggere oltre che nella mente dello sperimentatore, anche nella mente di altri soggetti presenti o non presenti. Per di più alcuni sensitivi possono addirittura trarre informazione anche da oggetti con i quali vengono in contatto e dai quali attingere esperienze che, nella narrazione drammatizzata porterebbero all’esplicazione di storie appartenenti agli oggetti esaminati: questo è il caso del fenomeno della psicoscopia, cioè il caso in cui il sensitivo descrive la storia di oggetti a lui vicini e/o anche vissuti inerenti visioni di tempi passati derivati dall’ambiente in cui si trova (psicoscopia d’ambiente). In questi casi si può parlare anche di personificazione durante la quale è la creatività del sensitivo che lo porta a immedesimarsi nell’animale, nell’oggetto nonchè la capacità del sensitivo di personificare notizie apprese per chiaroveggenza o telepatia attribuendole a una presunta personalità creata dal sensitivo stesso.

Ecco che la retrocognizione e la precognizione sono facilmente male interpretati se approcciati da sensitivi particolarmente disposti più verso la dote della telepatia o della psicoscopia; infatti, i sensitivi possono riportare eventi veritieri non appartenenti a “viaggi nel tempo” in termini di retrocognizione, ma ad eventi appartenenti alle persone o agli oggetti vicini dei quali il sensitivo stesso riesce a leggere sia pensieri consapevoli sia pensieri inconsci.

Infatti, se parliamo di retrocognizione pura, non inficiata da telepatia e psicoscopia, sappiamo che il fenomeno è unicamente sporadico. Potremmo già dire che la regressione alle vite precedenti, come le retrocognizione, è un fatto rarissimo.

In sintesi, la chiaroveggenza nel tempo può manifestarsi sia come chiaroveggenza del passato (retrocognizione-“regressione alle vite precedenti”), sia come chiaroveggenza nel futuro (precognizione- “progressione nella vita futura”). Questi fenomeni non si presentano con vere immagini visive ma con l’evocazione d’immagini indefinite, spesso accompagnate da immagini uditive e anche tattili. Il fenomeno della chiaroveggenza, non ben conosciuto, può mescolarsi e confondersi con il fenomeno di telepatia con il quale potrebbe essere identificato: proprio per questa ragione alcuni ricercatori sostengono che la telepatia deve essere considerata come un fenomeno di chiaroveggenza e che questa è alla base di tutti i fenomeni paranormali i quali, manifestandosi attraverso sensi indipendenti e sconosciuti, sono generalmente indicati con la nota dizione di fenomeni dovuti a percezione extrasensoriale.

Varie sono le teorie che si sono fatte per la spiegazione dei fenomeni della retrocognizione, regressione alle vite precedenti o della precognizione, progressione nelle vite future: teoria spiritistica, teoria della corrispondenza universale, teoria della quarta dimensione, teoria dell’impregnazione psichica, ecc.; purtroppo non ci sono notizie certe sullo studio della retrocognizione, pertanto non si comprende come il sensitivo possa conoscere il passato percorrendo a ritroso la dimensione tempo nel caso in cui si registrano i rari casi di retrocognizione pura.

Questi fenomeni che appartengono all’area degli studi delle manifestazioni paranormali sono avvicinati con specifico interesse da approcci e ricerche che si sviluppano in particolari momenti storici durante i quali anche gruppi sociali possono essere richiamati dalle meravigliose idee extrasensoriali. Infatti, ogni periodo storico sviluppa un fenomeno paranormale di preferenza: oggi, il fenomeno maggiormente in auge è “la regressione alle vite precedenti”. Quest’ultimo fenomeno, detto anche retrocognizione, dunque, porterebbe il sensitivo dotato, e soltanto i sensitivi dotati e non chiunque, che con abbattimento della sfera razionale della mente, ottenuta per mezzo di droghe, rituali, trance o altro (sogni notturni, sogni lucidi), ad accedere in una dimensione in cui lo spazio e il tempo divengono permiabili e la telepatia e la chiaroveggenza avrebbero una portata praticamente infinita potendo raggiungere il pensiero di persone anche del tutto ignote al sensitivo, agli astanti e percepire eventi ugualmente sconosciuti appartenenti al passato, al presente o al futuro. Il sensitivo non farebbe altro che raccogliere telepaticamente, in uno stato di chiaroveggenza, notizie di ogni genere appartenenti ai presenti, agli assenti e all’ambiente drammatizzando la storia di una persona assente (viva o morta) così intuita e costruendo la storia di un personaggio il quale, attraverso la drammatizzazione del sensitivo, rivela fatti ignoti appartenenti ad altre epoche.

La drammatizzazione avviene per mezzo di quell’automatismo creativo tipico della mente umana, che, in particolare, coinvolge artisti e poeti, e che, nel caso specifico di cui ci stiamo occupando, coinvolge il sensitivo il quale attraverso le conoscenze – apprese con la telepatia, la chiarovveggenza, la precognitive e retrocognitive - li esibisce in forma drammatica e li trasforma in una comunicazione appartenente a presunte entità del passato come nel caso della regressione a vite precedenti.

Appare evidente che la figura centrale, l’attore principale, attraverso il quale si manifestano i fenomeni extrasensoriali è il sensitivo.

Il sensitivo è la persona che riesce a produrre un insieme di fenomeni (specifici o multipli) di percezione extrasensoriale (telepatia, chiaroveggenza, precognizione, retrocognizione, ecc.) o di psicocinesi in senso generale (effetti della mente sulla materia: levitazione, ecc.).

Il sensitivo, in genere, scopre le proprie capacità extrasensoriali quando sta da solo, quando nessuno gli induce la trance e per produrre tali fenomeni può trovarsi in diversi stati di coscienza indotti o autoindotti oppure ad evocazione spontanea; il sensitivo, dunque, può produrre fenomeni extrasensoriali sia nello stato di veglia, sia durante il sonno naturare, sia in uno stato di trance ipnotica oppure in stati modificati di coscienza dovuti all’assunzione di droghe o anche in stati di natura mistico-religiosa.

Appare chiaro che la sensitività non è legata allo stato specifico di coscienza, provocato o naturale che sia, ma alla capacità specifica del sensitivo di esprimere il fenomeno di cui è dotato. Pertanto, l’ipnosi, per quanto possa essere profondo il suo stato di trance, non produce alcun fenomeno extrasensoriale di regressione a vite precedeti (retrocognizione) se il soggetto non è dotato a sviluppare questo fenomeno ed è pertanto errato dire “fare l’ipnosi per accedere alle vite precedenti” come se l’ipnosi fosse lo strumento per portare chiunque oltre i limiti dello spazio e del tempo, come se l’ipnosi dia la possibilità di rivivere vite precedenti grazie alla trance: è un’errata credenza popolare come lo è la credenza nella reincarnazione la quale è un fatto prettamente culturale, specie se essa è certificata da un fantomatico stato ipnotico indotto da un’ipnotista “abile” per tale impresa: infatti, non è nè l’ipnotista né l’ipnosi a dare il presunto fenomeno, ma la disposizione del soggetto sensitivo. L’ipnotista, previa preparazione del soggetto, può unicamente richiamare nel sensitivo, com maggiore rapidità, tramite un comando post ipnotico, lo stato che dà l’accesso al fenomeno di cui il sensitivo è dotato.

Dopo le precisazioni fornite in merito alle errate concezioni che vedono l’ipnosi come chiave d’accesso ai fenomeni extrasensoriali (es. regressione alle vite precedenti) diamo, di seguito, un breve approfondimento all’utilizzo dell’ipnosi nell’ambito delle cure inerenti ai disagi psicologici. In qust’ambito, l’induzione della trance ipnotica è utilizzata in termini di rivisitazione delle problematiche che affliggono il paziente e che hanno determinato il disturbo (trauma) con l’obiettivo di rendere, attraverso suggestioni appropriate, l’ansia meno dolorosa, dunque riorganizzare i vissuti dei soggetti in cura conducendoli a una più ampia presa di coscienza del proprio disagio. Rivisitando i nuclei del problema, anche nella parte più profonda, il paziente ripercorre a ritroso, attraverso percorsi mentali nuovi, fino a iniziare a vedere in modo nuovo la causa centrale del suo problema, anche se questo è posto in una lontana parte storica della sua mente: ricomporre, ristrutturare, rivisitare il disagio e dirigere l’attenzione del soggetto in modo più adeguato e armonico allineandolo al proprio stile di vita, anche se la causa del disturbo possa essere esistente o inesistente, immaginata, sognata o fantasticata; si tratta, infatti, di un’espressione soggettiva da ricomporre attraverso la rielaborazione del ricordo attivando nuove memorie appartenenti ad aspetti positivi della memoria del paziente.

Tutto questo si ottiene con l’aiuto delle suggestioni terapeutiche finalizzate a lasciare che il paziente viaggi all’indietro dei propri vissuti mentali che emotivamente lo coinvolgono maggiormente.

Per concludere, come è noto, nella psicoterapia ipnotica, spesso, sotto la guida e le suggestioni del terapeuta, si utilizza la tecnica per mezzo della quale si conduce il paziente a “viaggiare nel tempo e nello spazio”, facendolo cioè regredire lungo il percorso della propria vita attuale ( regressione di età ) al fine di rivivere soggettivamente le esperienze disagevoli secondo le proprie dinamiche mentali e secondo le proprie fantasie esistenziali a causa delle quali il paziente può vivere bene o male la propria esistenza. Quindi, per esempio, in questo reale momento il paziente può regredire all’età di 6 anni per rivivere propri vissuti che sono riscontrabili nel reale passato del soggetto ma anche soggettivamente attraverso vissuti nel caso in cui, nella realtà dei 6 anni, detti episodi risultavano inesistenti; dunque, nell’uno e nell’altro caso, il paziente in ipnosi recita, rivifica, si sposta nel passato e nel futuro esibendo ed evocando i propri vissuti interni anche se questi, in molti casi, sono solo sogni, immagini, fantasie ma con una potenza tale da condizionare la vita nella propria evoluzione in termini di salute e di equilibrio come se fossero fatti realmente accaduti.

Nella trance profonda a fini terapeutici questa recitazione viene elicitata, attraverso suggestioni appropriate, dal terapeuta ipnotista.

Nei fenomeni extrasensorili è il sensitivo a produrre spontaneamente la sua specifica dote paranormale indipendente da qualunque suggestione ipnotica, restando inoltre ben attenti che questi fenomeni non siano provocati da suggestioni ipnotiche che coinvolgono soggetti super suggestionabili.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Psicologo, Psicoterapeuta, Psicoanalista, Specialista in psicoterapia ipnotica e ipnosi Roma
Socio Fondazione Europea – AMISI – Associazione Medica Italiana per lo studio dell’ipnosi
Iscrizione albo degli psicologi del Lazio n. 3648/09.12.1993

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