Lunedì 25 Maggio 2020

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Attacchi di Panico. Prima di parlare degli Attacchi di Panico è necessario fare un accenno a qualcosa di determinante che sta alla base dei Disturbi di Panico, l’Angoscia.

Lo studio dei vari affetti, specie quelli che si provano in stati patologici, mostra che uno dei loro più comuni fattori invalidanti è l’Angoscia. L’Angoscia si manifesta direttamente, in vari gradi di apprensione, sino al panico incluso, in vari disturbi somatici (cardiovascolari, respiratori, gastrointestinali, secretori, muscolari e cutanei) ed in ogni specie di pensieri angosciosi. Quando queste reazioni o questi pensieri sono legati ad un oggetto o ad oggetti particolari, la condizione è descritta come paura. La Fobia è un esempio particolare di paura ordinaria in quanto l’oggetto non è tale in genere da giustificare la paura. Una fobia è una forma fissa di angoscia morbosa, non reale.

La natura e l’origine dell’angoscia possono essere generalmente inferiti come reazione ad un pericolo e si presenta in svariati modi in diverse specie. Le forme caratteristiche della specie umana fanno pensare che l’angoscia abbia uno stretto rapporto con le esperienze della nascita. Le forti eccitazioni che si producono durante il parto, insieme con l’inizio del funzionamento del sistema cardiovascolare, di quello respiratorio e di altri organi, costituiscono la prima esperienza traumatica e questa è il prototipo di tutte le ulteriori manifestazioni d’angoscia fisiche e mentali. Tuttavia le angosce sperimentate in seguito sono semplicemente ripetizioni campione della condizione traumatica d’origine in cui il piccolo dell’uomo si separa dal ventre materno, dunque dalla madre.

La funzione di tali ripetizioni è protettiva: esse costringono l’individuo a difendersi. Provando angoscia, l’individuo è portato ad adottare misure per evitare qualsiasi stimolazione che minacci di diventare soverchiante. Sono messi in azione dei riflessi semplici o condizionati, degli schemi di comportamento semplici o complessi. Essi, di regola, scaricano la tensione in modo soddisfacente. Oltre un certo limite, la tensione di qualsiasi istinto rappresenta la minaccia di pericolo. Il perdere amore è sentito come un pericolo in quanto provoca tensioni. Anche gli istinti aggressivi sono sentiti come pericolosi, tanto più quando sono di un genere che, se espresso, danneggerebbe un proprio interesse e darebbe origine ad angoscia secondaria. Si pensava una volta che l’energia di un impulso libidico frustrato si convertisse in angoscia. Ora questo viene considerato possibile solo eccezionalmente. L’istinto frustrato, dunque, può provocare angoscia, ansia, panico.

 

Data la premessa, chiediamoci allora: Cosa sono gli attacchi di Panico ?  Diversamente da altri Disturbi d’Ansia gli Attacchi di Panico sono immediati, imprevisti e non hanno nessuna causa apparente ma sono accompagnati da un senso di pericolo o di catastrofe imminente e dal desiderio urgente di fuggire dal luogo in cui si sta manifestando l’attacco. Sono spossanti, angoscianti, per l’effetto che provocano sul corpo e debilitanti soprattutto psicologicamente.

Nel Disturbo di Panico la caratteristica specifica è la presenza di Attacchi di Panico ricorrenti ed inaspettati. Questi si manifestano con maggiore frequenza e possono interessare gli individui di ambo i sessi, sia bambini, che gli adulti, che gli anziani specie se hanno la disposizione ad essere soggetti a stati di ansia o ad altre patologie psicologiche tra i cui sintomi è presente anche l’Attacco di Panico.

Poiché gli Attacchi di Panico si possono manifestare in una varietà di Disturbi d’Ansia, per esempio, Disturbi di Panico, Fobie Sociali, Fobia Specifica, Disturbo Post traumatico da Stress, Disturbo Acuto da Stress, è necessario delineare tre tipi di Attacchi di Panico caratteristici con differenti relazioni tra l’esordio dell’attacco e la presenza o assenza di fattori scatenanti:

A)        Attacchi di Panico inaspettati (con o senza Agorafobia), nei quali l’esordio dell’Attacco di Panico non è associato ad un fattore scatenante situazionale (cioè si manifesta spontaneamente, “a ciel sereno”);

B)        Attacchi di Panico causati dalla situazione, nei quali gli Attacchi di Panico si manifesta subito durante l’esposizione o nell’attesa dello stimolo come fattore scatenante situazionale, per esempio la Fobia Specifica;

C)        Attacchi di Panico sensibili alla situazione, che si manifestano in seguito all’esposizione allo stimolo scatenante situazionale e si possono manifestare anche dopo un certo tempo di esposizione al fattore determinante la reazione di panico, per esempio la Fobia Sociale.

Ma quanto durano gli Attacchi di Panico ? In genere la loro natura varia sia in frequenza che in intensità. Per quanto concerne la frequenza  essi si possono manifestare in modo improvviso e possono ripetersi più volte durante tutto il giorno, sia la mattina che la sera, ma anche con attacchi notturni. Inoltre, gli Attacchi di Panico possono essere ripetitivi ed avere una durata che varia da pochi minuti a parecchie ore e possono anche essere quotidiani, cioè l’ammalato è colpito da Attacchi di Panico giornalieri. Gli stessi possono anche distanziarsi nel tempo l’uno dall’altro ed essere recidive, ricomparendo dopo periodi abbastanza lunghi e, ove non curati adeguatamente, possono protrarsi per mesi e anche anni.

Per quanto concerne l’intensità degli Attacchi di Panico essi possono manifestarsi in modo intenso, grave, ma anche in forma lieve dunque in forma leggera.

Gli Attacchi di Panico anticipano la loro comparsa attraverso avvisaglie di sensazioni di ansia e/o paura del ‘ come se ’ dovesse accadere qualcosa di angosciante e rovinoso. Comunque, sembra che la paura di morire sia una delle cause scatenanti vissuta con più frequenza dai soggetti affetti da DAP.

 

Da cosa sono causati gli attacchi di panico. L’origine degli Attacchi di Panico è incerta ma le cause che portano le persone a soffrire di attacchi di panico possono essere maggiormente delineati in quanto nei soggetti si ripetono sintomi che, anche avendo aspetti multifattoriali, sono ripetitivi e spesso prevedibili.

Nelle fobie, per esempio, si ha una causa obiettiva che scatena l’Attacco di Panico e gli attacchi di ansia, lo sgomento, l’angoscia cessano nel momento in cui la persona, attraverso un evitamento fobico, si allontana dall’oggetto stressante, causa del panico.

Altro esempio può essere rinvenibile nella “paura di avere paura”. Cioè chi è stato colpito già una volta, in precedenza, da un Attacco di Panico può successivamente vivere nell’aspettativa negativa di essere colpito ancora da altri attacchi di panico e viene preceduto da una pressante crisi d’ansia anticipatoria. La paura di tale attesa causa spesso altri attacchi di panico. Ripetendosi altri Attacchi di Panico la “paura della paura” diviene il modello che mantiene il circolo vizioso della replica degli attacchi di panico.

Altre cause degli Attacchi di Panico possono essere rappresentati da vissuti psicologici negativi, soggettivamente esperiti dalla persona a livello conscio oppure inconscio. Così un “fantasma” mentalmente presente nella psiche del soggetto, che abbia radice reale o virtuale, può scatenare attacchi di panico: cosicché, per esempio, se un individuo sta per recarsi al proprio posto di lavoro (per cause di esperienze vissute male, per reminescenze antiche o semplicemente per aspettative o proiezioni avverse traslate su tale ambiente) può essere colpito da Attacchi di Panico invalidanti che gli proibiscono addirittura di recarsi a lavoro.  

 

Quando vengono gli attacchi di panico. Le persone che  soffrono di Attacchi di Panico, oppure predisposti a questo disturbo, possono anche risentire delle variazioni climatiche subite dell’organismo e dovute ai cambiamenti di temperatura o anche allo spostamento da un luogo ad un altro. Ne deriverebbe la relativa modifica cognitiva dell’ambiente, della percezione del proprio corpo in relazione all’ambiente stesso e si ingenererebbe lo scatenamento degli Attacchi di Panico determinati dagli stimoli fisici (per esempio, avere brividi di freddo per la temperatura rigida; sudare per il caldo stagionale) simili agli stessi sintomi vissuti durante gli attacchi di panico precedenti. In tal modo si potrebbero manifestare Attacchi di Panico andando a lavoro, a scuola, al ristorante, fuori casa solo perché rievocativi di precedenti negative esperienze di panico.

E’ ovvio, inoltre, che particolari situazioni ambientali favoriscono, nei soggetti disposti, l’Attacco di Panico in altre situazioni ordinarie della vita quotidiana: andando in ufficio, alla guida della macchina (dell’automobile), durante il viaggio in aereo, in treno, in autobus, prima di partire,  viaggiare a bordo di una nave.

Gli Attacchi di Panico avvengono spesso anche in altre situazioni che coinvolgono emotivamente i soggetti: dopo una separazione, in gravidanza, prima di partorire, durante il parto, oppure nel post partum, in menopausa, ma anche prima del ciclo mestruale.

E non solo, altre situazioni, in cui entra in gioco l’ansia, possono sfociare in Attacchi di Panico: sul palcoscenico (il cosiddetto panico da palcoscenico), prima di sostenere una prova d’esame, prima di andare a scuola, prima di andare a dormire, in auto durante la guida. Anche la solitudine può essere un altro elemento scatenante e così quando si è soli a casa si può essere travolti da un Attacco di Panico.

Non per ultimo l’Attacco di Panico può manifestarsi in soggetti ansiosi coinvolti in approcci di natura sentimentale in cui si associa amore e Attacchi di Panico o anche la gelosia e gli Attacchi di Panico.

Anche il rancore non è esente dal coinvolgimento emotivo come elemento che porta a liberare invidia, disappunto che possono, covando nell’intimo della persona, sfociare in veri e propri Attacchi di Panico.

 

Come si manifestano gli Attacchi di Panico. Quali sono i sintomi con cui si manifestano gli Attacchi di Panico ?  La sintomatologia con cui gli Attacchi di Panico si manifestano è tra le più variegate ed i sintomi possono essere attribuiti erroneamente ad altre patologie. Per esempio i sintomi fisici della tachicardia ed il formicolio al braccio sinistro, il dolore al petto possono erroneamente far pensare  ad un infarto in corso. Infatti, spesso, ci si reca al Pronto Soccorso con la domanda pronta: “si tratta di infarto o attacco di panico”? Così queste persone, anche se sono colpite da un severo Attacco di Panico, si recano a chiedere aiuto ai sanitari dai quali si sentono, con serenità, rassicurati di non essere assolutamente in pericolo di vita.

Comunque i sintomi più comuni che vengono avvertiti da coloro i quali soffrono di Disturbo di Panico sono i seguenti: brividi di freddo, difficoltà nel deglutire, febbre, depersonalizzazione, bocca asciutta e nodo alla gola, iperventilazione e mancanza d’aria ( dispnea ), prurito, svenimento, orecchie tappate, tremori alle gambe, vista appannata, vomito con nausea, vertigini. Ed inoltre confusione mentale, testa vuota e/o pesante, nonché fitte e giramenti di testa.

I soggetti che soffrono di tale disturbo dovrebbero essere condotti all’apprendimento del proprio stato ed aiutarli a riconoscere i sintomi degli Attacchi di Panico distinguendoli da altre patologie, in modo che non entrino in uno stato di allarme che li conduce spesso, inutilmente, al Pronto Soccorso.

 

Disturbi di Panico associati ad altri Disturbi d’Ansia. I Disturbi di Panico sono spesso associati ad altri Disturbi d’Ansia. Delineiamo il più comune, l’Agorafobia e Attacchi di Panico in cui vengono soddisfatti i criteri diagnostici sia dell’agorafobia sia degli Attacchi di Panico. In altri termini la caratteristica essenziale del Disturbo di Panico la cui peculiarità preminente è la presenza degli Attacchi di Panico viene affiancata dalla sintomatologia tipica dell’Agorafobia in cui l’ansia relativa all’essere in luoghi o situazioni dai quali è difficile allontanarsi. Così l’ansia determina tipicamente l’evitamento pervasivo di una varietà di situazioni che possono includere lo stare fuori casa da soli, la separazione da persone amate, l’essere in mezzo alla folla, viaggiare in automobile, autobus o aeroplano, oppure essere su un ponte o in ascensore. Queste condotte di evitamento rappresentano una manifestazione associata agli Attacchi di Panico. Sulla base dello stesso schema si possono commentare anche altri disturbi come: Claustrofobia e Attacchi di panico, Ansia e Attacchi di panico, Depressione e Attacchi di panico, Ossessioni e Attacchi di panico.

Gli Attacchi di Panico che si manifestano nel contesto di molti Disturbi d’Ansia possono però avere cause di natura organica; così, gli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per esempio, Intossicazione da Caffeina) oppure da una condizione medica generale (per esempio, ipertiroidismo) possono dare Attacchi di panico. In tal caso si parla prevalentemente di Disturbo d’Ansia Dovuto ad una Condizione Medica Generale e non di Disturbo di Panico. In tal modo sono da diagnosticare anche alcuni dei disturbi che di seguito si elencano: Epilessia e Attacchi di panico, Tiroide e Attacchi di panico, Ipoglicemia e Attacchi di panico

 

Come curare gli Attacchi di Panico - Psicoterapia e Terapia farmacologica. Il Disturbo da Panico è una patologia seria che va curata in modo attento ed appropriato da specialisti competenti attraverso cure specifiche. Infatti il turbamento derivato dal panico o dalla paura di morire che si vivono durante gli Attacchi di Panico portano la persona a trovarsi in uno stato di reale bisogno di aiuto.

Ecco come se ne esce e come comportarsi in un primo momento. Una delle tecniche per gestire e superare gli Attacchi di Panico, come rimedio immediato, è quello di suggerire al paziente in crisi di respirare inspirando aria dal naso ed espirare l’aria dalla bocca e camminare, nello stesso momento, per smaltire cariche di adrenalina accumulata. E’ consigliabile, comunque, in seguito, impegnarsi nella respirazione addominale come una delle tecniche per superare gli attacchi di panico.

Superata la crisi però la persona si deve rivolgere ai sanitari per ricevere una corretta diagnosi nonché le indicazioni riguardanti quali cure sono più efficaci ed appropriate per il proprio caso.

Una volta certificato il Disturbo di Panico la soluzione per curare gli Attacchi di Panico è quella di fare una psicoterapia, seguendo uno psicologo psicoterapeuta esperto, per trattare l’angoscia, l’ansia e lo stress causati dalla propria patologia. In questa fase potrebbe essere necessario il supporto della famiglia del paziente in cura come sostegno per una più rapida guarigione.

In associazione alla psicoterapia, per sapere cosa prendere contro gli attacchi di panico, è necessario rivolgersi al medico specialista per farsi prescrivere farmaci da assumere per la corretta terapia farmacologica.

Questa forma di terapia combinata, psicologica e farmacologica,  aiuta i  pazienti ad affrontare e combattere gli Attacchi di Panico adeguatamente al fine di poter guarire e sconfiggere un disturbo che, ove trascurato, potrebbe condurre il paziente alla inabilitazione della propria esistenza lavorativa e di relazione.

Tra le varie forme di psicoterapia per la cura degli Attacchi di Panico, di indubitabile efficacia risulta essere la Psicoterapia ipnotica.

Spesso l’ipnoterapeuta nell’approccio ai pazienti con Disturbo di Panico si può trovare dinnanzi a quesiti o affermazioni di rassegnazione formulate dalle persone prima di iniziare un percorso di cura con l’ipnosi, ad esempio: … non so più cosa fare contro gli Attacchi di Panico, … l’ipnosi mi può aiutare veramente? … quanto tempo ci vuole per guarire? Ecc.

Rispondiamo sinteticamente. Il paziente curato con l’ipnosi è a conoscenza che oggi l’ipnosi rientra nel campo della psicoterapia in genere e viene utilizzata sempre di più nella cura di chi soffre di disturbi non soltanto della psiche e del sistema nervoso, ma anche in diverse malattie psicosomatiche; senza dimenticare altri tipi di applicazione cui l’ipnosi è, oggi, strumento di grande pregio, possiamo affermare che proprio perché l’ipnosi non ha controindicazioni è maggiormente applicata in molte patologie psicologiche.

Ma non tutti i soggetti hanno strutture mentali identiche che rispondono allo stesso modo, cioè, ogni persona è diversa da un’altra e le problematiche psicologiche non sono pezzi di ricambio di una macchina che si sostituiscono e la macchina riparte. Ogni persona è diversa da un’altra e le patologie mentali si radicano in modo diverso: se un paziente può guarire in poche sedute avendo una patologia molto seria, un altro paziente con problematiche semplici può guarire dopo numerose sedute.
      L’ipnosi è una modifica della coscienza che si ottiene in una relazione di collaborazione tra i soggetti con i terapeuti ipnotisti che praticano questo tipo di cura: modifica intesa non in termini negativi al punto di aver paura, ma in termini naturali di risorsa appartenente all’essere umano. Così come esiste lo stato di attenzione, lo stato di sonno e quello del sogno, esiste lo stato di ipnosi che viene dopo l’attenzione ma prima del sonno. Si tratta di un dormiveglia, in parte collegato alla realtà esterna in cui è presente il senso critico, ovvero la capacità di filtrare gli stimoli provenienti dall’esterno che ognuno di noi ha quando si è vigili ed attenti; ed in parte diretto verso l’interno, verso l’inconscio, verso il mondo del rimosso da dove emergono dimensioni, immagini e pensieri indipendentemente dal nostro controllo cosciente. Ed è proprio la coscienza che in ipnosi viene acquietata, modificata, in modo che l’inconscio accetti i suggerimenti impartiti dall’ipnotista psicoterapeuta il quale porta a focalizzare l’attenzione del paziente su una prefissata rappresentazione mentale dove l’immaginazione si esprime con quella creatività plastica tipica del dinamismo del paziente che lo conduce, così, alla terapeutica riorganizzazione interna.
      Oggi l’ipnosi (o meglio la nuova ipnosi, ericksoniana, differenziata dall’ipnosi classica) è utilizzata in un gran numero di casi. E’ indicata per attuare terapie di disturbi nervosi o di carattere psicologico ed in particolare gli Attacchi di Panico. Inoltre, l’ipnosi si è dimostrata sempre più efficace per annientare e curare lo stress, la depressione ed i disturbi psicosomatici i cui sintomi fisici, cioè, sono soprattutto di origine psicologica.

       In genere l’ipnositerapia è considerata una psicoterapia breve perché rispetto ad altri tipi di psicoterapia che possono durare anche dieci anni, può esaurirsi, in modo rapido e veloce, in pochi mesi con sedute settimanali.
      Un particolare accenno merita la psicoterapia ipnotica ericksoniana, strumento di grande duttilità terapeutica utilizzabile da tutti gli psicologi psicoterapeuti, specializzati in ipnosi terapia, anche all’interno dei propri campi applicativi e secondo i propri orientamenti disciplinari.
       La psicoterapia ipnotica ericksoniana non utilizza tecniche direttive se non in specifiche, opportune necessità terapeutiche, ma forme di ipnosi permissiva. La psicoterapia ipnotica ericksoniana evoca le risorse della persona la quale esplora ciò che egli ha appreso e depositato nell’inconscio ancorando il soggetto alle proprie capacità di far fronte agli eventi di disagio attraverso il rafforzamento dei fattori legati alle inconsce potenzialità individuali e favorendone il rinforzo, la creatività, il benessere soggettivo.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Psicologo, Psicoterapeuta, Psicoanalista, Specialista in psicoterapia ipnotica e ipnosi Roma
Socio Fondazione Europea – AMISI – Associazione Medica Italiana per lo studio dell’ipnosi
Iscrizione albo degli psicologi del Lazio n. 3648/09.12.1993

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