Domenica 25 Ottobre 2020

Coronavirus (Covid-19) - Ipnosi a Roma - Dott. Basile Catania.

Nell’attuale realtà globalizzata e iperconnessa tramite strumenti di comunicazione sempre più potenti l’ipnosi e l’autosuggestione, le masse umane, le nevrosi conducono tutte a forme regredite di pensiero primitivo dove il contagio psicologico evoca antichi tabù durante i quali, proprio come oggi, l’uomo si difende dai “virus” biologici e psicologici attraverso forzate privazioni del contatto umano. Sembrerebbe un paradosso, ma seguiamone l’evoluzione.

Indichiamo l’ipnosi come un naturale stato psichico avente il compito di armonizzare i processi e l’economia dei fatti mentali; compito che si svolge normalmente nell’attività del pensiero e nel complesso delle funzioni psichiche. Lo stato di ipnosi si può ottenere attraverso tecniche induttive di suggestione e di autosuggestione.

In linea generale si intende per suggestione una forma di persuasione che tende a fare adottare ad altri idee, opinioni, orientamenti o comportamenti non già in base a un ragionamento o a un insegnamento logico, ma suscitando nei suggestionati particolari stati d’animo che li rendono inclini ad accettare la volontà altrui senza alcuna critica.

Si ha invece l’autosuggestione quando nel soggetto viene a predominare, per ragioni varie, un’idea, o un orientamento emotivo che si impone a ogni altra attività del pensiero.

Senza voler approfondire aspetti specialistici della suggestione diciamo che essa attecchisce su ogni persona la quale accetta acriticamente l’idea suggerita pur avendo un carattere forte, maturo e perfettamente equilibrato. Tramite le suggestioni, se continuamente ripetute, o indotte (direttamente o indirettamente), l’individuo può addirittura rispondere identificandosi con l’idea esterna suggerita al punto di farla divenire una propria convinzione che si radica nella sua struttura mentale. Abbiamo così due aspetti dell’autosuggestione: nel primo il soggetto fa propria un’idea dominante suggerita e si riconosce in essa; nel secondo aspetto il soggetto si subordina passivamente a un’idea dominante anche se gli rimane intimamente estranea. I due aspetti possono assimilarsi fino a far dire al soggetto “Non sono io che vi parlo, è Dio che parla per bocca mia”. Possono addirittura nascere, in condizioni particolari, personaggi illuminati che muovono gli eventi storici: i vari Napoleone, ecc., che nella brama del controllo collettivo, dettato da eventi o enti superiori, soggiogano i membri delle classi sociali, aventi anche coscienza politica. 

In sintesi: un’idea dominante (suggestione) proveniente dall’esterno, che innesca nel soggetto una convinzione prevalente dà avvio a un processo di autosuggestione i cui effetti possono determinare un’evidente azione della mente sul corpo sia in termini positivi che negativi. Dunque, le suggestioni come le autosuggestioni operano modifiche all’interno dello stesso organismo e di uno stesso sistema nervoso evidenziando la ben conosciuta azione della mente sul corpo; ma esse possono anche operare modifiche in termini di isolamento tra le due sfere soma-psiche.

La suggestione e l’autosuggestione possono avere influenze notevoli sull’organismo fino a determinare nei soggetti coinvolti processi di guarigione e di malattia. Inoltre, “si possono anche causare arresti psicomotori, perseverazioni, particolarismi, idee prevalenti ecc. Tale sintomatologia … deve ritenersi possibile considerando anche che, in soggetti particolari e predisposti, sono stati descritti episodi di vera alienazione mentale per via di intense suggestioni ambientali, che hanno bloccato i poteri critici del soggetto, quasi come in una ipnosi artificialmente indotta.

Sono frequenti, infatti, nella letteratura psichiatrica i casi di follia a due, a tre, a quattro e di contagio psichico, in cui si ritiene che la psicopatia sia insorta per cause suggestive operanti su un terreno costituzionalmente predisposto (contaminati dal demonio e suicidi di massa)”. (* )

In sostanza si tratta dello stesso metodo con il quale lo stregone delle tribù primitive opera, in bene o in male, sui suoi soggetti, curandoli o facendoli ammalare: è il principio del sortilegio che si insinua nei soggetti per contagio psichico.

Suggestione ed autosuggestione hanno un’importanza enorme in tutti i rapporti umani: la stessa storia delle civiltà è una storia non solo di idee, ma forse più ancora, di suggestioni e autosuggestioni. Una moda, uno stile artistico, persino un orientamento scientifico o filosofico, un’idea politica o l’influenza di un partito vengono di norma accolti non tanto in forza di ragionamenti e di dimostrazione quanto per fatti suggestivi: per la loro capacità di «suggerire» nuove forme di realtà che vengono accettate come vere. Alla base di questi fatti vi è sempre una forte attività di divulgazione e diffusione di immagini inerenti personalità ed azioni in campo politico, religioso, sociale, artistico, scientifico o filosofico, la quale si è imposta suscitando nelle masse stati d’animo difficilmente definibili ma sempre di carattere emotivo e acritico. In queste dimensioni si determina, dunque, la dissociazione mentale che è l’automatismo che si produce con l’ipnosi e che rappresenta la condizione necessaria per agire più profondamente e intensamente sulla psiche. Dissociando la personalità psichica con l’ipnosi si apre la strada che permetterà all’induttore di ricomporre la personalità in condizioni più vicine alla norma desiderata. (*)

Un altro aspetto della suggestione nelle masse è il contagio psichico: la suggestione porta i contenuti del contagio e, dunque, induce idee che si propagano per contatto con il «corpo sociale», tra individui, nell’interazione umana dove i coinvolgimenti sono aggreganti, empatici, emotivamente coinvolgenti. Da un individuo ad un altro il contatto favorisce la propagazione di emozioni, idee, convinzioni, sentimenti, paure nonché stati patologici (esogeni o endogeni) come vere portatrici di contagio psichico; condizioni che possono estendersi fino a determinare modifiche di intere strutture sociali.

Dal contagio psichico al contatto relazionale il passo è breve e quest’ultimo, ove limitato, esplode in ulteriori patologie e dissociazioni. È il caso in cui un virus di natura biologica oltre ad essere causa di patologie organiche porta, di per sé, un impatto molto forte nella limitazione del contatto con l’esterno; impatto forte soprattutto sulla psiche umana in cui il soggetto crea per auto contagio (ovvero contagio derivato dal proprio stesso pensiero) l’immagine di sé stesso come potenziale portatore di contagio: “l’immaginazione agisce sull’uomo tanto realmente quanto la gravitazione, e può ucciderlo altrettanto sicuramente quanto una dose d’acido prussico”. (*) 

Molti autori hanno fatto comprendere come i fenomeni della folla siano un elemento essenziale del comportamento sociale nella dinamica della società che trova radice nella teoria dell’ipnosi insistendo sulla spiegazione dell’opposizione fra il conscio, individuale, e l’inconscio passionale, la cui natura collettiva si manifesta nella folla.

L’ipnosi serve a spiegare due cose: in primo luogo lo stato di suggestionabilità o la recettività degli individui nella folla e poi il modo in cui un capo riesce a prendere il controllo della folla. «Il capo ha spesso iniziato come seguace. Egli stesso è stato ipnotizzato dall’idea di cui da allora è diventato l’apostolo» e si può aggiungere che egli deve essere ipnotizzato anche dall’eco delle sue stesse idee che la folla gli rimanda quando lo applaude. Inoltre il capo per influire sulla massa utilizza il mezzo del prestigio che è una sorta di dominio che un individuo oppure un’idea esercita sugli altri.

La teoria dell’ipnosi, quindi, trova anche applicazione nello studio delle masse, cioè le folle istituzionalizzate, divenendo il principio guida che spiega l’evoluzione della società ed ha una portata generale che può essere applicata a tutte le forme di comportamento sociale. L’interesse sulle masse identifica come folle istituzionalizzate, artificiali o organizzate molte strutture sociali: partiti politici, sindacati, strutture amministrative dello Stato, esercito, Chiesa, ecc., ed oggi, anche forme globali di istituzioni inanellate da capillari comandi e gerarchie nonché dalla precipitazione di ruoli in ruoli finalizzati al controllo geopolitico (massa globale). 

Da questo principio non sono esclusi i mass-media (mezzi d’informazione e di divulgazione: giornali, riviste, radio, televisione, ecc.) come teoria della cultura di massa. Prendendo come esempio la stampa questa può rappresentare un tipo di suggestionabilità imitativa indiretta che agisce a distanza. Il giornalista, paragonato all’ipnotizzatore, prefigura ciò che oggi può essere chiamato un leader of opinion. (*) Siamo cioè nell’era della comunicazione di massa, delle folle trasformate in pubblico, delle masse domestiche influenzate soprattutto dalle testate d’informazione protette dalla suggestione dell’ufficialità.

In ogni caso la folla ci circonda e rappresenta uno dei fenomeni elementari della vita sociale dove ogni processo di natura emotiva evoca immediatamente, per contagio mentale, processi analoghi negli altri e tra tutte le teorie ve ne sono alcune che per descriverne l’omogeneità di comportamento utilizzano il termine come «contagio», «infezione» ed altri modelli matematici derivati dalla ricerca sulle epidemie.

Infatti, la propagazione di un virus avviene attraverso il contatto infettivo, proprio come nell’uomo si propaga la suggestionabilità imitativa. L’idea centrale su cui poggia l’imitazione nasce dalla concezione di un organismo governato dal principio di generazione, di conservazione, di estensione: “Per l’essere vivente e sociale, agire e funzionare è una condizione sine qua non di conservazione e di estensione dell’idea guida che porta in se stesso e alla quale dapprincipio è bastato moltiplicarsi in esemplari uniformi per svilupparsi. Ma la cosa sociale, come la cosa vitale innanzi tutto vuole propagarsi e non organizzarsi. L’organizzazione non è che un mezzo, di cui la propagazione, di cui la ripetizione generativa o imitativa è il fine”. (*)

Se la storia e la sociologia offrono l’esemplificazione di questo principio, è la psicologia che lo spiega. Naturalmente una psicologia meccanicistica, fondata su una specie di auto - imitazione interna per propagazione da cellula a cellula di un ipotetico sistema nervoso, centrata sulla memoria e sull’abitudine che si allarga a dimensioni sociali. In questa psicologia quell’equazione uomo sociale = sonnambulo che sarà alla base della psicologia delle folle e del comportamento collettivo. La società è imitazione e l’imitazione è una specie di sonnambulismo: “Lo stato sociale, come lo stato ipnotico, non è che una forma del sogno, un sogno su comando e un sogno in azione. Non avere che idee suggerite e crederle spontanee; tale è l’illusione propria del sonnambulo, così come dell’uomo sociale”. (*) 

La propagazione affettiva - suggestiva richiede un contatto e l’organizzazione, l’ambiente, spesso lo nega. E’ proprio ciò che accade nella nevrosi ossessiva: la privazione autoritaria del contatto con il corpo della madre avviene attraverso l’isolamento, strumento di difesa che fa da separatore tra il pensiero del desiderio del contatto e il suo soddisfacimento.

Anche la relazione dei soggetti con la masse trae origine dal primitivo rapporto che il singolo ebbe durante l’infanzia nelle sue prime relazioni sociali. Il bambino aveva trovato la via all’amore oggettuale attraverso le cure prestategli dalla madre e dal padre nella prima infanzia; contatti indelebili per le future relazioni sociali. È nel “corpo sociale” che dopo si rivivono gli antichi contatti che diedero pienezza al bambino e che ora, in età adulta, ridanno il senso di sicurezza e di appartenenza. “Va posta in rilievo l’importanza che il piacere derivante dal contatto cutaneo (piacere costituzionalmente comune a tutti noi) riveste per questa esperienza” e che muove molto le relazioni sociali. (*) 

All’Io del nevrotico ossessivo non è permesso lasciarsi andare al contatto, deve essere costantemente pronto alla lotta contro i desideri provenienti dall’Es (sede delle pulsioni erotiche aggressive), pena le ritorsioni da parte di un Super-Io (censore, divieti e comandi) limitante e prepotente. L’Io (deputato al contatto dei rapporti interni ed esterni) rafforza allora la coazione alla concentrazione e all’isolamento dai desideri di contatto mediante le azioni magiche e rituali di isolamento che ha il carattere di cerimoniale, ai fini di scongiurare l’angoscia.

“Ma mentre cerca di impedire associazioni e collegamenti di pensiero, l’Io obbedisce ad uno dei più antichi e fondamentali comandi della nevrosi ossessiva: il tabù del contatto. Se ci si domanda perché l’evitare contatti, toccamenti, contagi abbia una parte così importante in questa nevrosi e venga a costituire il contenuto di sistemi tanto complicati, la risposta è che il toccare, il contatto corporeo rappresenta la meta immediata sia dell’investimento oggettuale aggressivo, sia per quello amoroso. L’Eros vuole il contatto, poiché tende all’unione, all’abolizione delle barriere spaziali tra l’Io e l’oggetto amato ... Dato che la nevrosi ossessiva, perseguito dapprima il contatto erotico, e poi, dopo la regressione, quello stesso contatto mascherato da aggressione, non vi è nulla in essa che sia proibito in così alto grado come il toccare, e nulla più adatto a diventare il punto centrale di un sistema di proibizioni. Ma l’isolamento è l’abolizione della possibilità del contatto, è un mezzo per sottrarre una cosa a qualsivoglia toccamento”. (*) 

Un’attuale evento della realtà sociale ci riporta all’argomento trattato poiché richiama in modo quasi speculare gli aspetti principali che abbiamo affrontato nell’argomento dell’ipnosi, della suggestione, della nevrosi ossessiva e di come queste si riflettono sulle masse. Infatti nella sintetica narrazione che segue si evidenziano  circostanze che richiamano: induzione ipnotica con suggestioni positive e negative, dissociazione, contagio psicologico, conflitto, confusione, isolamento, tabù del contatto, nevrosi ossessiva, rituali ossessivi con cerimoniali di potere, senso di onnipotenza e prestigio dell’idolo condottiero.

Anno 2020, la nostra società è colpita da una grave pandemia. In breve tempo un virus si diffonde in molti Paesi mettendo in crisi le relazioni umane, i livelli di economia ed i sistemi sanitari.

Le notizie si divulgano attraverso ogni mezzo di comunicazione diffondendo informazioni vere e non vere; viene coniato il termine infodemia, cioè informazione epidemica che contagia i soggetti attraverso notizie non veritiere rispetto a quelle ufficiali. Le informazioni divengono ripetitive e monotone.

Scienziati e virologi si scontrano sulle modalità di cura e sull’esistenza stessa del nuovo Coronavirus (Covid-19), sulla sua esistente - inesistente pericolosità. È  una baraonda. Si discute su: farmaci, soggetti immuni, anticorpi, teorie del complotto, ospedali colmi di morti, bare, salme cremate; inoltre si aggiungano le profezie di una seconda ondata del virus: vaccinare o non vaccinare, vaccini inesistenti per il virus specifico, vaccini sperimentali,  vaccini imposti, cure con farmaci, cure con il plasma, ecc.

È anche una baraonda tra Partiti di governo, Protezione civile, Organizzazione mondiale della sanità e le uniche cose certe sono i provvedimenti del Governo che si impone con un controllo di tipo militare con sorveglianze di polizia, elicotteri e droni; certezze che si traducono in controlli di pubblica sicurezza e pesanti contravvenzioni imposte ai cittadini.

Al contagio virale il governo impone l’isolamento (confinamento, distanziamento sociale, relazionale e fisico) al fine di evitare qualunque tipo di contatto tra persone. Al contagio dovuto al virus, dove ogni cosa può infettare, si aggiunge il contagio psichico e la gente evita la vicinanza e si allontana dai propri simili.

Si indossano mascherine per le quali si ingenera la non reperibilità delle stesse con conseguente conflitto di vendita, di qualità, di costo e di commercio legale e non legale; condizioni che costringono ulteriormente la gente all’isolamento.

L’impoverimento sociale e conto correnti bancari di solidarietà contrastano con i vitalizi e gli aumenti vertiginosi delle retribuzioni dei governanti.

I leader politici minori perdono il proprio potere mentre aumenta il prestigio di un unico capo di governo che impone linee di controllo ossessivo e direttive sempre più rigide e restrittive (“illegali” e “incostituzionali”) traslando, attraverso la propria funzione di comando, sulla massa idee e comportamenti rispondenti unicamente ai propri scopi, alla propria intima individualità.

La dimensione è molto confusa e la massa obnubilata resta sospesa in stato dissociativo in attesa di un orientamento cui aggrapparsi. 

Alcuni argomenti precedentemente esposti e altre riflessioni che seguono provenienti dalla letteratura dello studio sulle masse e sull’ipnosi ci possono dare qualche ragguaglio ai fini della comprensione degli avvenimenti pandemici appena accennati inerenti la gestione di controllo psicologico della massa umana durante l’emergenza epidemica da Coronavirus (Covid-19).

Per dare maggiore risalto ai comportamenti ipnotici e suggestivi della massa, avuti durante particolari disagi sociali, ora, li mettiamo a confronto con gli stati ipnotici insorgenti in modo inconsapevole nella vita quotidiana.

In una moltitudine di persone poste in uno stato di confusione mentale avviene che la massa s’aggancia al primo elemento certo, buono o cattivo che sia, falso o non falso, che gli venga offerto come guida dei loro pensieri e della propria esistenza in relazione alle proprie aspettative.  Ecco che la massa è come un gregge docile che non può vivere senza un padrone. È talmente assetata di obbedienza da sottomettersi istintivamente a chiunque se ne proclami padrone … i capi e i mezzi attraverso i quali essi influiscono sulla massa sono le idee in cui fanaticamente credono. Tali idee hanno una potenza misteriosa chiamata ‘prestigio’, una sorta di dominio che un individuo esercita sulla massa. Paralizza ogni capacità critica e, colma di stupore e rispetto, suscita un sentimento analogo a quello prodotto dalla fascinazione ipnotica”.  (*)

I ritmi più radicati delle società vengono esaltati: “Nei vari assembramenti umani il contagio è immancabile e i diversi membri si influenzano vicendevolmente con estrema facilità. Il comportamento regressivo di un individuo provoca facilmente un comportamento regressivo in un altro, secondo le leggi fondamentali del contagio mentale.

Alla riflessione subentrano l’imitazione e la suggestione e questa inibizione richiamerebbe già l’ipnosi.

A questa folla disponibile e ricettiva a tutti gli individui che hanno perso l’abitudine alla solitudine, avendo sostituito alla meditazione propria dell’uomo, la tendenza animale di raggrupparsi in bande, basta un minimo pensiero, un’idea semplice, (*), perché la coesione sia assicurata. Impera allora un monoideismo, non ancora legato all’ipnosi, ma ai nostri istinti più arcaici.

Sennonché, realizzata la comunione su una sola idea, diviene facile polarizzarla su un solo creatore ben in vista che diventerà l’immagine dell’idea, l’idolo della folla; sicché, idea, ideale, idolo diventato tutt’uno. In altre parole, ottenuti i primi tre punti: disponibilità, recettività, concentrazione su un’idea (condizioni che si ritrovano tutte nell’ipnosi), il quarto e ultimo punto non ne è che una logica conseguenza. Sorge allora il condottiero che non ha bisogno di un talento particolare, all’infuori di quello di monopolizzare su di lui l’attenzione, ribattendo su un chiodo ben scelto, avvalendosi anche della tendenza dell’uomo a regredire per effetto della paura e delle costrizioni morali” (*) dove, inoltre, la passività all’azione militare e le punizioni brandite possono fare il resto.

Il condottiero quindi utilizza le tendenze della massa che: “Rispetta la forza e soggiace solo moderatamente all’influsso della bontà, che ai suoi occhi rappresenta solo una sorta di debolezza. Ciò che essa richiede ai propri eroi è la forza o addirittura la brutalità. Vuole essere dominata e oppressa, vuole temere il proprio padrone”. (*)

La comunicazione monopolizzante, oggi derivata dall’applicazione dei metodi di Programmazione neurolinguistica (PNL), è subito messa in atto e maneggiata con maestria al fine di convogliare l’attenzione della massa e dirigerla su temi di interesse per la gestione religiosa, politico, militare, economica, ecc.  

Altre considerazioni ci esortano a non prestare fede a quei capi il cui appello è puramente emotivo perché tutti siamo emozionabili; abbiamo i nostri pregiudizi e quindi siamo, in determinata misura, irrazionali. Il dittatore fa sempre leva sulle emozioni della massa e non si mantiene al potere con programmi di tolleranza democratica, bensì con assolutismi suggestivi che soddisfino le esigenze istintivo - affettive ed emotive dei più.

Anche l’oratore, (*) quando è grande, si avvale in modo inconscio dell’ipnosi e delle sue suggestioni dirette. È vero che egli non ottiene la trance, ma noi sappiamo che né la trance, né la perdita di coscienza, sono necessarie nel normale ipnotismo per ottenere i fenomeni che gli sono propri. Le illusioni si verificano più spesso nelle riunioni di massa che nell’ipnosi ordinaria. L’anestesia, le allucinazioni, le paralisi sono presenti durante alcuni riti religiosi.

Nello studio delle strategia della comunicazione si afferma: l’ipnosi, la gestione delle relazioni umane, terapeutiche, della coppia e dei gruppi, smaschera tutti quei fattori che intervengono nell’ambito di una comunicazione persuasiva, sia negli assembramenti umani, sia da parte di un oratore o di un manager e sia nel ben più vasto ambito dei rapporti interumani in senso lato.

Particolare attenzione può essere data alla comunicazione non verbale, razionale o inconscia (definita (*) “Fuga di informazione non verbale”), che come sostiene un ricercatore del settore (*) rappresenta il 65% di tutta la comunicazione umana e che costituisce la prima responsabile fonte immediata di accettazione o di rifiuto da parte dell’interlocutore e quindi dello stesso carisma espresso dall’operatore indipendentemente se terapeuta, oratore o condottiero o manager.

Anche nella pubblicità l’ipnosi ha un ruolo inconscio importante. Si ritiene che per la pubblicità più che di una vera e propria ipnosi sia più giusto parlare di una persuasione insidiosa. “Ma insidiosa vuol dire che essa entra per una piccola parte dello spirito per essere poi realizzata in modo insospettabile e del tutto a nostra insaputa!

Accaparramento, monoideismo, idea che si trasforma in atto, questo meccanismo ci è familiare e noi sappiamo quanto l’inconscio sia sensibile a una insistenza troppo marcata. La pubblicità e la propaganda (politica o commerciale) finirebbe così con l’essere una forma più sottile di ipnosi con la presentazione su un piano indiretto dell’idea che si vuole fare trionfare. Ed è il cliente potenziale che alla fine trova egli stesso gli argomenti a favore dell’articolo il cui acquisto non è stato mai suggerito!

Molti ricordano anche l’influenza della suggestione pubblicitaria subliminare con la quale durante la proiezione di un film, o di uno spettacolo televisivo, si fa apparire per una frazione di secondo una breve iscrizione che potrà essere vista senza che il lettore abbia tempo di prenderne coscienza. Non c’è chi non possa vedere i pericoli di queste suggestioni latenti che violerebbero la personalità di migliaia di spettatori, orientandone gusti e idee politiche subdolamente. (*)

Il Coronavirus, Covid-19, si è propagato oltre ogni confine geografico e psicologico e non ci è dato sapere quanto appartiene al reale e quanto appartiene al derivato della suggestione sulle masse.

Siamo però consapevoli che, oltre agli strumenti appena descritti, sotto la pressante influenza della massa e degli interessi delle strutture che la dirigono, si verifica nell’individuo, con estrema violenza, “l’annullamento della personalità cosciente, predominio della personalità inconscia, orientamento, determinato dalla suggestione e dal contagio, dei sentimenti e delle idee in un unico senso, tendenza a trasformare immediatamente in atti le idee suggerite, tali sono i principali caratteri dell’individuo in una massa. Egli non è più se stesso, ma un automa, incapace di esser guidato dalla propria volontà”. (*)

Un’altra caratteristica dell’individuo appartenente alla massa è che si può identificare l’anima e la vita psichica delle masse con l’anima e la vita psichica dei primitivi: “per il solo fatto di appartenere a una massa organizzata, l’uomo scende dunque di parecchi gradini la scala della civiltà. Isolato era forse un individuo colto; nella massa, è un istintivo, e dunque un barbaro. Ha la spontaneità, la violenza, la ferocia e anche gli entusiasmi e gli eroismi degli esseri primitivi.” (*)

L’utilizzazione delle tendenze della massa a regredire a forme primitive di disposizione mentale e le strategie di suggestione sono strumenti in mano ai condottieri delle masse strutturate che consentono ai leader di avere maggior potere indi aggirare il controllo logico (cosciente) e agire sul mondo analogico (inconscio) determinando condizionamenti utili per il proprio dominio.

È certo molto probabile che l’umanità nella sua primitiva evoluzione si fondasse più sui valori emotivi e il suo pensiero si svolgesse attraverso atti affettivi. Il pensiero emotivo è naturalmente magico, nel senso che mira ad appagare i propri desideri con puri atti di volontà che creano l’oggetto desiderato: la mente è estremamente creativa. Il primitivo per raggiungere l’oggetto esterno passa per le vie interne: cioè si assimila all’ambiente e agendo sul proprio corpo è come se agisse sulla realtà. Questa azione diretta ambiente - corpo si risolve in un pensiero analogico, che è appunto quello dell’uomo primitivo. Inoltre, il suo pensiero si evolve e l’uomo giunge all’ambiente per le vie esterne, cioè il pensiero astrae i rapporti di causa effetto e li applica all’ambiente: si sviluppa il pensiero logico. Dal pensiero analogico nasce la magia, dal pensiero logico nasce la tecnica.

Il pensiero analogico non è atrofizzato e oggi lo rinveniamo negli studi dei pensieri filosofici, negli atti intuitivi, creativi, nella produzione artistica e tecnologica e in una miriade di pensieri creativi appartenenti alla sfera dell’inconscio. Il pensiero analogico ha, insomma, una sorta di evoluzione parallela a quella delle facoltà razionali. La cultura magica - analogica è rimasta sempre affiancata, nelle civiltà occidentali, alla cultura tecnico-analogica.

La cultura analogica non ha solo un valore estetico - speculativo ma rappresenta una seduttiva potenza ricca di immense risorse appartenenti all’inconscio e che spesso, attraverso la trance ipnotica, emergono dalla massa, spontaneamente oppure attraverso le azioni del contagio psichico e attraverso “sortilegi” operati dai “maghi di turno” diretti al controllo ed al potere. E i capi, quando la massa regredisce alle spinte primitive, anch’essi scendono nella dimensione analogica dell’onnipotenza che spesso li può conduce verso rituologie barbare e stregonesche.

Frazer definisce il tabù come il lato negativo della magia pratica e nella magia contagiosa sostiene  che le cose che siano state una volta in contatto debbano rimanerci sempre … il primitivo non opera alcuna distinzione tra il sacro e l’impuro, questi concetti non sono differenziati nella sua mente. Nella società primitiva le regole di purezza cerimoniale osservate da re divini, capi e sacerdoti rispondono alle misteriose virtù del tabù, molte cose con le quali si viene a contatto possono provocare un contagio, anche il contatto con gli oggetti sacri: “Così le mentalità primitive considerarono la santità come una specie di virus pericoloso, che l’uomo sfugge, e dal quale, in caso d’infezione, si disinfetta accuratamente con qualunque cerimoniale purificatore”. (*)

“Ma mentre cerca di impedire associazioni e collegamenti di pensiero, l’Io obbedisce ad uno dei più antichi e fondamentali comandi della nevrosi ossessiva: il tabù del contatto”. (*)

Prima di chiudere poniamoci qualche domanda sul temuto e “pericoloso” virus, denominato Coronavirus, Covid-19, che avrebbe provocato estesi livelli d’infezione: si tratta di un virus analogico o tecnologico? Isolamento e controlli militari appartengono al mondo della suggestione ipnotica? Oppure appartengono ai cerimoniali magici di purificazione per liberare dal peccato tutti coloro che  trasgrediscono al tabù del contatto ?

In conclusione: Particolare rispetto e affetto vanno dati ai curatori sani della psicoterapia ipnotica, nostri maestri, conoscitori dell’ipnosi e dell’autoipnosi, che hanno applicato e applicano l’arte secondo scienza e coscienza, e che considerano l’ipnosi come strumento utile per contrastare e curare le psicopatologie che derivano dalle cose della vita.

Vivere con gli altri nel mondo spesso mette a confronto con eventi che determinano impatti sociali particolarmente forti. Ci si trova coinvolti in dimensioni in cui molti sono gli untori di contagio mentale il quale stravolge le nostre esistenze. Tutte esperienze che portano alla maturazione di evolute forme di pensiero morale che con l’amore per l’altro creano l’immunità psichica alle varie forme di contagio che tentano di inquinare le parti buone di ognuno di noi.

 “Conoscendo il mondo noi lo curiamo, accettando il contatto noi lo amiamo”.

© RIPRODUZIONE RISERVATAbasile catania mini

 

Ipnosi – Coronavirus (Covid-19)

 

Psicologo, Psicoterapeuta, Psicoanalista, Specialista in psicoterapia ipnotica e ipnosi Roma
Socio Fondazione Europea – AMISI – Associazione Medica Italiana per lo studio dell’ipnosi
Iscrizione albo degli psicologi del Lazio n. 3648/09.12.1993

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