Giovedì 23 Gennaio 2020

         Lo stress. Lo stress è diventato una parola generica la quale indica quell’insieme di disturbi da esso causati che un tempo venivano riassunti con il termine di “esaurimento nervoso”. In realtà lo stress è qualcosa di molto più preciso: un processo organico e biologico misurabile, una reazione del corpo a una malattia non specifica, che può essere causata in mille modi, una risposta dell’organismo ai cambiamenti, alle esigenze di adattamento. Vivere diventa sempre più difficile. Bisogna sapersi adeguare a situazioni mutevoli e complesse, personali, professionali, economiche e sociali. Una serie di sfide sempre più drammatiche in cui ognuno è chiamato a produrre il massimo sforzo. Persino la famiglia è diventata, paradossalmente, fonte di stress: la crisi dei valori tradizionali, il crollo dei punti di riferimento validi nel passato generano dubbi, paure, sentimenti castranti. Nemmeno quest’ultimo baluardo protegge più, come un tempo, contro le mille tensioni dello stress ambientale del mondo esterno che con il rumore, l’inquinamento, le sofisticazioni alimentari, ecc., aggrediscono l’organismo e lo costringono a un superlavoro difensivo fino a poter causare il collasso dell'organismo stesso.
         
Lo studio della psicologia insieme ad altre discipline scientifiche studiano la relazione esistente tra processi psicologici (la psiche) e quelli biologici (il corpo), tra stress e le emozioni da un lato, ed il sistema ormonale, neurovegetativo e perfino immunitario dall’altro. A determinare lo stress sono gli avvenimenti cruciali dell’esistenza, quelli che segnano delle tappe nella vita dell’individuo. Ma gli avvenimenti non devono necessariamente essere negativi: è causa di stress il divorzio quanto il matrimonio, perdere il posto di lavoro ma anche conseguirlo dopo una dura selezione e così via. La vita stessa, in fondo, è stress, negativo o positivo. Dalla nascita alla morte l’esistenza di un individuo è scandita dalle emozioni, nel bene e nel male. Per rispondere a queste emozioni e quindi a queste esigenze di adattamento noi disponiamo di un capitale di energie che ci viene consegnato alla nascita e non più rinnovabile. Per questo è essenziale non esaurire mai le proprie riserve e soprattutto non restare mai “in rosso”. 
         
Ma che cosa si verifica, in concreto, nell’organismo non appena ci arriva una notizia improvvisa e drammatica, con uno stress accompagnato da una grossa carica emotiva? Medici e psicologi rispondono. Si sviluppano una serie di processi noti come Sindrome generale di adattamento, che hanno il loro peso nell’ipofisi e nelle aree corticosurrenali. Quando la sollecitazione emotiva è particolarmente acuta, come nel caso dello stress post traumatico, entra in azione il surrene con una veloce produzione di ormoni: le catecolamine, tra cui l’adrenalina. Quest’ultima provoca un’accelerazione del battito cardiaco e della respirazione: invia più sangue ricco di ossigeno ai vari organi e muscoli e, insieme col sangue, zuccheri e grassi che preleva dai “magazzini” di cui è dotato il nostro corpo. Purtroppo, però, se la scarica di adrenalina è eccessiva o troppo prolungata, ne derivano conseguenze negative. Oltre alla vasocostrizione indotta da questo ormone, può accadere che non tutti i grassi liberati vengano bruciati. Questi ultimi quindi si depositano sulle pareti delle arterie favorendo l’insorgenza di malattie vascolari (il collegamento stress infarto oppure stress ipertensione è noto). Dalle ghiandole corticosurrenali viene anche secreto e messo in moto dalla Sindrome generale di adattamento l’altro importante ormone: il cortisone, chiamato in causa specie per i piccoli stress quotidiani prolungati nel tempo. Il cortisone entra in circolo in modo più lento e provoca la formazione di zuccheri (un pericolo, perché l’eccesso di zuccheri favorisce l’insorgere del diabete) e diminuisce la nostra scorta di anticorpi rendendoci più vulnerabili alle allergie ed alle infezioni. Le emozioni nello stress emotivo finiscono quindi per abbassare il livello delle difese immunitarie. La componente psicologica ha dunque una parte di responsabilità addirittura nella formazione dei tumori. Al di là dei fattori cellulari comuni a tutti gli uomini, al di là dei fattori ambientali e di vita che tutti conosciamo, ci può dunque essere un fattore stress psicologico ( cause psicologiche ) che contribuisce a mettere in moto il meccanismo della più terribile malattia dei nostri tempi, il cancro. Eccoci alle cause dello stress cronico dove anche la risposta ormonale di adattamento è cronica e può generare il tumore.
         
Lo stress lascia sempre delle cicatrici chimiche indelebili nel nostro organismo. Più cicatrici si accumulano e prima si invecchia, indipendentemente dalla propria età anagrafica. Se però non solo i dolori ma anche le gioie improvvise possono provocare cicatrici ineliminabili e se, come abbiamo visto, il nostro capitale iniziale di energia non è aumentabile, non esiste salvezza contro lo stress acuto? Per fortuna, la realtà è assai meno drammatica. Infatti ciò che conta non è ciò che oggettivamente succede, ma il modo in cui soggettivamente lo si vive, cioè la nostra capacità di adattamento, la nostra disponibilità ad accettare il bene e il male che la vita ci offre. La cura per guarire dallo stress è dunque né più né meno che l’arte di vivere: soprattutto, il saper prendere tutto con filosofia. Sul piano fisico, però, si tratta di vivere in modo più sano, di irrobustire l’organismo aumentandone le capacità di resistenza e di recupero dello stress fisiologico, oppure è meglio dire psicofisico.
         Come si riconosce una persona stressata? Una caratteristica molto frequente consiste nei suoi bruschi cambiamenti di carattere: ora piacevole e accomodante, ora ostile e scostante. Le variazioni di umore possono andare dall’apatia alla paranoia. Un altro sintomo molto evidente è la fretta continua: l’individuo stressato non ha mai tempo per le cose che ritiene non essenziali e, invece, sono quelle che danno colore alla vita. L’essere possessivo  nei confronti di altri e accentratore, specie nel campo del lavoro (stress da lavoro, oppure, stress in ufficio) è un altro sintomo classico dello stress, come dedicarsi ad attività marginali sopravvalutandone l’importanza. Ma ecco un insieme indicativo di caratteristiche inerenti i sintomi ricorrenti dello stress nervoso: irritabilità, maggior consumo di sigarette e alcol, mangiare rapidamente, difficoltà a prendere sonno (o ansia di non riuscire a prendere sonno), sbadigli e sospiri frequenti, mangiarsi le unghie, avere difficoltà di memoria, apparire più preoccupati del solito, camminare ingobbiti, stanchezza, debolezza, gambe pesanti, giramenti e mal di testa, intestino in disordine, gastrite, mal di stomaco, gonfiore addominale, febbre, perdita dei capelli; inoltre, si può verificare lo stress nei bambini, lo stress in gravidanza ed anche l’azione dello stress sulle mestruazioni, ecc.
            
         
Indipendentemente dalla portata degli stimoli esterni, ciascuno di noi può avere un equilibrio nervoso più o meno vulnerabile. L’insicurezza, la tensione, la paura e gli attacchi di panico immotivati sono tipici di un comportamento ansioso. E chi è ansioso è molto più portato degli altri allo stress. Tipici sono i comportamenti di chi non sa rispondere a tono alle aggressioni verbali altrui, di chi non riesce a reagire nel modo giusto una volta andato in collera, di chi è vittima dalla dipendenza da gioco, di chi è arrogante o a disagio se deve parlare con persone che non conosce. L’ansia si manifesta quando si prova timore sentendosi osservati, o si ha il timor panico dovendo parlare in pubblico e così via. Non bisogna però esagerare: cioè l’assenza totale di stress è un fatto altamente nocivo, anzi significa la morte. Lo stress può essere fonte di tensione creativa e come stimolante risulta addirittura indispensabile. L’essenziale è non superare il livello di guardia.
 
         
Come combattere e curare lo stress? Per eliminare lo stress, oltre alla terapia farmacologia ed ai rimedi naturali si può intervenire con appropriate tecniche di training autogeno o di rilassamento indotto con l’ipnosi. In quest’ultimo caso, è lo psicologo psicoterapeuta che si occupa della salute psicologica delle persone il quale conosce bene uno dei tanti nemici che insidiano la salute, lo stress mentale prolungato. Così il professionista ericksoniano, specializzato in ipnosi, utilizza la psicoterapia ipnotica ericksoniana che è strategicamente uno dei tanti strumenti utili alla cura di questo tipo di agente disturbante, lo stress. Specificando che l'ipnosi non viene usata per rimuovere i sintomi nelle specifiche patologie; i sintomi anziché essere rimossi possono essere utilizzati come veicoli positivi verso la trasformazione creativa diretta al benessere. Inoltre, la trance ipnotica risulta essere adatta a portare alla coscienza un trauma rimosso, divenuto tale poiché il meccanismo difensivo della rimozione ha nascosto al mondo della razionalità esperienze spiacevoli stressanti, per questo rimosse.

         Per delineare l’evoluzione dello stress si esporrà, di seguito, in modo semplice, passando attraverso quattro stadi e senza ricorrere a complesse espressioni di psicodiagnostica, i tipi di personalità sensibili allo stress.
A)     Soggetti poco coinvolti nello stress che attuano, erroneamente, soluzioni per proteggersi dalle emozioni del mondo. Risultano individui con basso livello di stress ricevendo pochi stimoli dall’ambiente in cui vivono. In generale sono persone di scarsa intraprendenza, che passano molto tempo isolati, concentrati principalmente sui " rumori " dei propri pensieri e sentimenti. Questa tendenza è caratteristica degli introversi che rivolgono le loro energie istintuali prevalentemente verso se stessi, a differenza degli estroversi che sono orientati verso la realtà esterna e le relazioni sociali. Inoltre, risultano riflessivi e poco propensi ad agire con dinamismo e rapidità per raggiungere obiettivi pratici e concreti appagandosi attraverso fantasticherie per loro gratificanti. Tale livello di stress si mostra in questi individui attraverso chiari comportamenti: mostrarsi annoiati, lenti e fiacchi, una fiacchezza generalizzata; si sentono poco considerati, trascurati, criticati, derisi e rifiutati. Lo stress porta questi soggetti a chiudersi in se stessi ed hanno espressioni impoverite, rigide, spente. Inibite nella difesa da agenti stressanti, queste persone rimuginano ossessivamente su poche idee fisse e non si lasciano sollecitare neanche dalle più stimolanti novità.
Lo psicologo psicoterapeuta, che esercita anche attraverso la psicoterapia ipnotica per curare lo stress, elicità i pazienti a ricercare situazioni stimolanti accettando gli stress a piccole dosi in quanto attivano l’organismo. Cioè iniziare ad accettare gli stimoli piacevoli come il “pepe della vita” aumentando la gioia di vivere, l’entusiasmo, l’attività. La psicoterapia ipnotica risulta un eccellente strumento di cura per far vincere lo stress dei pazienti portandoli progressivamente: ad accettare le relazioni sociali; all’umorismo che aiuta a ridere di se stessi e delle piccole debolezze; alla sdrammatizzazione delle situazioni penose ed a mettersi in discussione.

B)     Nei soggetti che risultano essere abbastanza coinvolti da agenti stressanti un eccesso di stress può essere provocato anche da un solo stimolo spiacevole purché abbastanza, brusco e inaspettato, quale: la perdita di una persona cara, della salute, del lavoro o di qualcosa molto importante; un crollo economico, di potere, d’immagine o di speranza; una grave minaccia, un ricatto, ecc. Le reazioni di shock all’evento stressante possono essere più o meno intense in relazione alle condizioni di salute del soggetto colpito, ossia di benessere fisico, mentale e sociale. Di regola reagiscono meglio gli individui robusti, tranquilli, sicuri si sé, con buone amicizie e vaste relazioni sociali. Le persone non abbastanza forti, più facilmente soggetti allo stress, si dispongono agli eventi inattesi in modo nervoso, eccitabile, impazienti, con maniere di reagire tipiche di chi cerca immediate soluzioni positive per uscire in fretta dai propri problemi e disagi. La situazione può essere aggravata dall’eccesso di ulteriori inadeguati comportamenti: rifiutare il cibo o l’abbuffarsi, oppure eccedere nell’ingestione di bevande alcoliche (da qui segue la magrezza, il sovrappeso eccessivo o gli episodi di ebbrezza, ecc.). Gli individui che vivono lo stress a questo livello sono tese, inquiete, colpite dall’ansia: l’ansia consiste in una profonda condizione di malessere con tensione psicofisica e “stato di allarme” più o meno intensi, da leggeri nervosismi fino agli attacchi di panico.

         La psicoterapia ipnotica interviene non prima di aver dato ai pazienti suggerimenti rassicuranti di sdrammatizzazione suggerendo consigli del tipo camminare all’aria aperta, cercare situazioni distensive e ricaricanti, mantenere la frequenza del riposo sonno-veglia, limitare i contatti con agenti ansiogeni e di eccitanti (sigarette, caffè, alcolici). La terapia ipnotica, tra le altre cose, agevola la diminuzione dell’emotività anche attraverso l’esternalizzazione, con cura, delle condizioni che hanno causato stress e ansia. Si interviene al caso anche con esercizi respiratori, rilassanti con addestramento agli esercizi da eseguire in setting non terapeutico. Esercizi, insomma, che migliorano l’ossigenazione cerebrale e riducono la tensione che spesso sfocia nell’ansia e in condizioni di stress.

C)     Soggetti con elevate cause all’accumulo di stress. Un’elevata quantità di stress viene raggiunta quando uno stimolo persiste a lungo. Spesso altri stress si aggiungono al primo. Lo stato di allarme precedente si trasforma, allora, in una condizione di ipereccitabilità, intolleranza e bellicosità. L’individuo avverte un’aggressione al suo benessere fisico, sociale e mentale e per non essere sopraffatto fa l’inventario delle proprie forze (risorse fisiche, relazionali, intellettive, ecc.); si prepara a combattere cercando di organizzarle e di impiegarle nei modi migliori; stabilisce strategie tattiche e priorità; evita di disperdere le sue capacità di resistenza, rinunciando ad attività o svaghi superflui in relazione alle condizioni di emergenza del momento. I soggetti con elevate disposizioni all’accumulo di stress esibiscono comportamenti combattivi ed ostinati. Sono comportamenti caratteristici di chi vuole sconfiggere rapidamente le contrarietà e i nemici. Gli aggressivi alzano stesso il tono della voce, ricorrono ad insulti ed a espressioni volgari inconsuete in contesti civili risultando sorprendenti per quelle persole che li conoscono, contrariamente, come individui ben educati e auto-controllati. Questi soggetti ad elevato rischio allo stress mostrano espressioni di irritazione, di scontrosità, dove l’aggressività può essere distruttiva. Quest’ultima è diversa dall’aggressività positiva che spinge a raggiungere obbiettivi lodevoli ed a fornire contributi creativi utili per se stessi e per gli altri.
Il trattamento con la psicoterapia, ed in particolare la psicoterapia ipnotica esercitata da uno psicologo psicoterapeuta abilitato, per sconfiggere lo stress e contrastare i sintomi o curare le cause che lo determinano, porta i soggetti ad evitare le esagerazioni di ogni tipo e le attività superflue che diminuiscono ulteriormente le già scarse energie difensive dell’organismo. Evitare i rapporti interpersonali deludenti e ricercare amicizie e compagnie più valide e sinceramente ben disposti a costruire relazioni originali e possibili.
         Lo psicologo formato alla psicoterapia, anche attraverso lo strumento di tecniche che appartengono al campo dell’ipnosi, può praticare esercizi di training autogeno o a suggestioni per la realizzazione di spazi mentali che richiamano ambienti silenziosi ove poter esperire un’armonica unificazione della mente con il corpo; affrontare lo stress rendendo consapevoli i pazienti del proprio inconscio e delle proprie potenzialità in modo da poterle esprimere in modo pieno ed appropriato. Risultati apprezzabili dimostrano che per curare lo stress la terapia ipnotica aiuta notevolmente ad ottenere una condizione di distensiva serenità superando le difficoltà della vita.

D)     Cause eccessive che determinano lo stress. I livelli massimi di stress si verificano quando gli stimoli spiacevoli aumentano ulteriormente di intensità, di numero e di durata. In questi casi cresce progressivamente il divario tra le energie disponibili e quelle richieste dalla soluzione dei problemi quotidiani. L’individuo esaurisce, via via, le sue risorse difensive e il crollo dell’organismo dovuto allo stress si avvicina sempre più. I soggetti così colpiti dallo stress sono demoralizzati, diffidenti, guardinghi: questi comportamenti sono specifici per coloro i quali ritengono di essere prossimi all’annientamento totale vivendo spesso nell’aspettativa di poter essere, puniti a causa dei sensi di colpa che agevolano la depressione; oppure perseguitati dal prossimo, o anche assorbiti da pericolosi e preoccupanti deliri. La scomparsa dalla scena soprattutto di se stessi, ma talvolta anche dei propri persecutori, vengono considerati i soli modi per porre fine alle stressanti sofferenze personali. Nelle forme di depressione ansiosa più accentuate si può verificare il tentativo di sopprimere persone care (il coniuge, un figlio o l’intera famiglia) per sottrarle a un’esperienza ritenuta assolutamente insopportabile e indegna di essere vissuta. Questi soggetti, che lo psicologo psicoterapeuta bene riconosce dalla rilevazione dei sintomi, sono diffidenti, spompati, depressi; e la depressione è una condizione di abbassamento del tono dell’umore, spesso ad insorgenza improvvisa e senza motivi plausibili, accompagnata a profonda tristezza con scarsa ed assente gioia di vivere, pessimismo, cupa disperazione di crisi di pianto, fino all’estremo dolore morale come tipo più grave di sofferenza. In questi soggetti i movimenti sono fiacchi e rallentati; hanno difficoltà a concentrarsi, a ricordare e ad agire con efficacia; sfiducia nelle proprie possibilità, auto-rimproveri con forti sensi di colpa; solitudine, ritiro in se stessi con perdita di ogni interesse sociale e ricreativo anche per i divertimenti più graditi in precedenza; scarsa cura della propria persona e dell’abbigliamento; evidenti disturbi biologici come insonnia, perdita di appetito, dimagrimento, pallore, ecc.; propositi distruttivi che inducono ad atti inconsulti.
         In questi casi si consiglia, in modo preliminare, la consultazione del medico di fiducia per escludere eventuali malattie organiche che spesso insorgono a causa della riduzione delle difese dell’organismo causate da stress violenti, numerosi e protratti. Poi, accertata questa possibile debolezza, diviene d’obbligo l’intervento della psicoterapia dove il paziente si affida alla cura dello psicologo psicoterapeuta. Di particolare efficacia risulta essere il trattamento attraverso l'uso della trance ipnotica: infatti lo psicoterapeuta ipnotista grazie a particolari forme di dialogo attenua immediatamente lo stress; rende il paziente consapevole delle proprie irrazionalità; elicita una vita più serena facendo esprimere al meglio le potenzialità del paziente atte ad eliminare le sofferenze da stress, insomma guarisce le pene interiori.

 

Psicologo, Psicoterapeuta, Psicoanalista, Specialista in psicoterapia ipnotica e ipnosi Roma
Socio Fondazione Europea – AMISI – Associazione Medica Italiana per lo studio dell’ipnosi
Iscrizione albo degli psicologi del Lazio n. 3648/09.12.1993

Privacy


Studio Consigliato

Utilizziamo i cookie per migliorare il nostro sito Web e la vostra esperienza durante l'utilizzo. Proseguendo dichiari di accettare i cookie. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.
EU Cookie Directive plugin by www.channeldigital.co.uk